La somma dei giorni di Isabel Allende

allende

“La mia vita è un romanzo” mi rispose. Tutte le vite possono essere raccontate come un romanzo, ognuno di noi è il protagonista della sua leggenda.

 

La somma dei giorni è il racconto biografico degli anni successivi alla morte di Paula, la figlia di Isabel Allende.

Un romanzo familiare, in cui con maestria, semplicità viene raccontata la quotidianità dei rapporti interpersonali tra la “tribù” che l’Allende crea intorno a se. Una tribù che non è solo formata da sauo marito, sua mamma, i suoi figli e nipoti, ma è allargata: alle donne che formano il circolo delle Sorelle del Perpetuo Disordine,  ai figli del secondo marito, al marito della figlia che è morta, alla segretaria, al segretario, alle amiche, alla coppia lesbica che adotta la nipotina e altre persone che per un periodo entrano nella sua vita.

Isabel è una matriarca, amica, amante, moglie, madre, nonna, figlia, la regina della sua tribù ma può esserlo grazie al punto saldo della sua vita. il suo secondo marito Willie.

Un bel romanzo autobiografico, che commuove, che fa riflettere e a volte ridere, un romanzo ricco di colori come l’arcobaleno, un romazo che è la vita.

Fu mi spiegò che si accendeva l’incenso perchè il fumo si eleva come i nostri pensieri; la luce delle candele rappresenta saggezza, chiarezza e vita; i fiori simboleggiano la bellezza e la continuità, perchè muoiono ma lasciano semi per altri fiori, così come rimarranno i nostri semi nei nipoti.

 

Tutta la tribù era li per festeggiarla e verificai, per l’ennesima volta, che durante l’emergenza si getta fuori bordo ciò che non è essenziale per la navigazione, vale a dire quasi tutto. Alla fine, dopo essersi alleggeriti dei carichi e aver tirato le somme, risulta che l’unica cosa a rimanere è l’affetto.

 

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